Mi piace la storia, ma non la storia fatta di date, di nomi,
di eventi, così come schematicamente viene letta e insegnata nelle scuole: mi
piace la storia fatta con la carne viva dei suoi protagonisti, con i loro
difetti, le loro passioni, le loro grandezze o le loro meschinità.
Mi piace indagare sulle grandi opere e sui grandi
protagonisti del passato, siano essi i filosofi dell’antica Grecia, come
Aristotele o Socrate, o i conquistatori di un impero, come Alessandro magno e Gengis
Khan, o le sette grandi meravigliose opere del passato quali: la statua di Zeus
a Olimpia, il colosso di Rodi, il Faro di Alessandria, e, tra queste, la
piramide di Cheope a Giza che è la più antica, e l’unica ancora rimasta di quei
sette capolavori. Anche il tempio di Artemide a Efeso e i giardini pensili di
Babilonia sono ormai da tempo scomparsi, sepolti dalla polvere del tempo.
Tra i grandi scienziati del passato ce n’è uno che mi ha
particolarmente colpito: Archimede di Siracusa. La cosa strana è che di lui ci
sono pervenute molti scritti di geometria, meccanica, ottica, astronomia, oltre
alla descrizione di varie opere tecnologiche e di carattere militare, e
tuttavia, a parte una certa narrazione favolistica e fantasiosa, le ricerche
degli storici non sono riusciti a scoprire nulla o quasi nulla della sua vita.
Mi venne l’idea di superare le descrizioni, talvolta
ridicole, di un uomo estremamente distratto e, nei suoi ultimi anni di vita,
praticamente incapace di comprendere che, con il suo atteggiamento di persona
totalmente assorbita dallo studio, mettesse a rischio la propria vita.
Da qui nacque il mio romanzo “Cleoth e Arkh” in cui
Archimede è un uomo del suo tempo: sicuramente un genio, dotato di una mente
acuta e brillante, ma anche un duro soldato, addestrato al combattimento e alla
guerra, e dotato di un carattere passionale che lo porta a intrecciare una
grande storia d’amore con una splendida ragazza egiziana, sacerdotessa del
tempio di Iside in Alessandria d’Egitto.
In questo romanzo, ricco di magici e fantasiosi eventi che
si sviluppano in un ambiente misterioso e affascinante, quale quello dell’antico
Egitto, la storia romanzata di questo antico scienziato ha avuto un discreto
successo di lettori.
La prima stesura, piuttosto scarna, è stata rivista
modificata e ampliata fino a diventare un volume di circa 250 pagine,
pubblicato in ebook e in paperback su Amazon. Considerata la purtroppo modesta
propensione alla lettura del popolo italiano, ho deciso di tradurre l’opera in
lingua inglese per affrontare una più vasta platea di pubblico. Per fare ciò mi
sono avvalso, com’è giusto che sia, anche del prezioso ausilio di Elena, una
giovane ed esperta traduttrice ed editor.
Il successo di questo lavoro tra i popoli anglofoni: sia
esso riuscita o tracollo, sarà come sempre sulle ginocchia di Giove.
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