Nonna Abelarda La Rosa, la vecchia e sensuale maliarda,
cercando il suo caro gattino, frugava dovunque, testarda.
-Prosdocimo Pantaleone, guatandola dietro le imposte,
ghignava, scuotendo il panzone, grattandosi il petto e le coste.
-Quel vecchio e balordo vicino, ridendo con aria beffarda,
aveva rapito il micino, sperando attirar la vegliarda.
-Quel miagolare sommesso del povero gatto legato
raggiunse comunque lo stesso, l’effetto dal vecchio sperato.
-L’udito di nonna Abelarda, sensibile al pianto del micio
comprese quel bieco artificio, proteso a violar la maliarda.
-Scassando la porta del vecchio, sfondata da un calcio possente
La Rosa, sconvolta parecchio, atterra quel vecchio fetente.
-Il gatto ritrova, beato, l’abbraccio di poppe avvenenti,
e un colpo, ben bene assestato, fracassa al vicino due denti.
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