SCHEDA DELL'OPERA
Titolo: Paride Passacantando
Autore: Sergio Bertoni
Valutazione sintetica
"Paride Passacantando" è un testo che si può definire corale, dove il protagonista non è un
singolo personaggio ma il contesto dove gli attori si muovono e vivono le loro vicissitudini.
Caratterizzato da una scrittura matura e consapevole e da uno stile riconoscibile, il romanzo
richiama a tratti la commedia dell’arte, di cui i protagonisti potrebbero benissimo essere
moderne maschere, ed è pervaso da una comicità popolare ma elegante, come è nella
tradizione classica della risata italiana.
Nel complesso si tratta di un’opera gradevole, leggera, che si legge agilmente e strappa più
di un sorriso.
Ma è al contempo un testo migliorabile, che mostra il fianco su più fronti. Uno su tutti la
sua struttura generale, che risulta spesso disomogenea: non c’è equilibrio nello spazio dato
ai vari personaggi, o alle varie vicende, che a volte paiono dimenticate o incompiute.
Un lavoro quindi molto interessante, ma che necessiterebbe di un'analisi e di una riscrittura
per migliorarne la fluidità e correggerne alcune indecisioni.
Trama
Come già detto, non si tratta di un romanzo in cui è possibile identificare una trama nel
senso classico del termine, essendo il racconto delle vicende, a volte al limite del grottesco,
di più personaggi, tutti dipendenti della filiale napoletana di una grande azienda.
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Per struttura, quindi, il libro si avvicina di più a una raccolta di racconti, tutti accomunati da
una stessa ambientazione e da personaggi ricorrenti.
Anche questa definizione però va stretta all'opera, in quanto l'autore cerca a più riprese di
costruire un fil rouge tra le varie vicende narrate, sfruttando il sotto testo comune.
Un intento che rende il libro indubbiamente più interessante e più coinvolgente: l'autore in
questo modo riesce a tratteggiare un quadro completo della vita aziendale e dei suoi
surrealismi, trascinando il lettore fino all'ultima pagina con una misurata dose di curiosità.
Ma allo stesso tempo è la parte più critica dell'opera, un risultato ancora incompleto,
perché se alcune vicende o tematiche sono ben equilibrate nello sviluppo del testo, come
ad esempio l'ascesa di Mezzarecchia e la sua storia con Alfonsina, o ancora Gramaglia e le
sue cravatte, oppure la tirchieria di Casellario che sfocia in generosità, altre appaiono come
abbozzate, e troppo spesso non è chiaro cosa regge il filo rosso tra le storie.
Ne sono un esempio i capitoli con protagonista l'ingegner De Bustis, come "Nicola de Bustis
di Torpignattaro", "Il dottor Rotter" e "Avellino":
Il primo serve a presentarlo e ci lascia immaginare che qualcosa gli accadrà proprio
perché raccomandato.
Nel secondo viene un po' messo alla berlina, ma è davvero un capitolo inconcludente se
paragonato agli altri, perché racconta poco più di un aneddoto (l'avvento del dottor
Rotter viene sì ripreso più avanti, ma ciò che accade in questo capitolo è ininfluente)
Nel terzo sembra (finalmente) che il De Bustis stia finendo nei guai a causa del suo
essere raccomandato. Ma il destino della promessa al sindacalista è lasciato alla fantasia
del lettore.
Ciò che resta quindi è la sensazione di un personaggio senza conflitto ben delineato e
quindi senza una vera storia da raccontarci.
Un altro capitolo poco organico è "L'ira di donna Concetta". Sebbene qui la vicenda narrata
sia in sé chiara e completa, poco comprensibile è il motivo per cui viene raccontata, se non
quello di liquidare un personaggio poco simpatico come Formenton. A mancare è sempre
lo sviluppo di un conflitto: Formenton mostra pulsioni sessuali improvvise, non "coltivate"
durante le altre parti del libro, che fanno apparire forzata questa fine delle sue vicende.
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Ambiente e personaggi
Questi sono indubbiamente due punti di forza del romanzo.
L'ambiente aziendale, sebbene tinteggiato grottescamente, resta credibile in tutte le sue
sfumature. Apprezzabile poi lo scenografia napoletana, tratteggiata con evidente affetto.
Stesso dicasi dei personaggi, che pur essendo maschere (e i loro nomi spesso sottolineano
questa loro natura) mantengono caratteristiche uniche che li contraddistinguono.
Se c'è una carenza anche qui è nell'equilibrio in cui i vari personaggi sono utilizzati.
Mezzarecchia, ad esempio, compare solo al sesto capitolo, per poi diventare uno dei
personaggi più presenti (quasi un protagonista).
Al contrario Paride Passacantando, dopo il primo bellissimo capitolo di presentazione,
sparisce quasi nel nulla.
Un problema che potrebbe essere veniale, se non fosse così evidente proprio sul
personaggio che dà il titolo all'opera. Con questa decisione, infatti, l'autore lascia intendere
al lettore che Paride sarà un personaggio centrale, o quanto meno una presenza costante
nella narrazione. Poi però non mantiene questa promessa, sottolineando
involontariamente la disomogeneità nella distribuzione dei personaggi.
Tempo
Una nota a parte è doveroso farla sul tempo della narrazione.
Volutamente l’autore offre al lettore pochi punti di riferimento temporali, dando
l’impressione di voler inserire la sua la storia in una realtà extratemporale, come a
sottolineare che certe dinamiche aziendali valgono ora come in passato, e lo stesso sarà in
futuro.
Quelle poche indicazioni presenti, però, risultano talvolta equivocabili. Le carriere dei
personaggi, come ad esempio Mezzarecchia, sembrano collocate nella seconda metà del
‘900, e anche le strumentazioni di lavoro appaiono a volte quelle dell’epoca (raramente si
citano i computer, e a volte si “batte a macchina”, i cellulari sono da poco arrivati in
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azienda). Quando poi si fa riferimento al denaro vengono nominati gli “euro” ricollocando
la storia negli anni 2000.
Certo, non sono che sottigliezze, piccole incertezze più che contraddizioni, ma sufficienti a
incrinare la atemporalità, restituendo al lettore un senso di confusione e poca cura dei
dettagli.
Forma
Nulla possiamo dire sull’uso della lingua, l'autore ha una scrittura matura, uno stile
riconoscibile, e una voce narrativa ben chiara.
Ciò che da questo punto di vista ci ha convinto di meno sono probabilmente i dialoghi:
talvolta, infatti, paiono troppo costruiti, scevri di naturalezza e spontaneità e incapaci di
rimandare il carattere e l’emotività dei personaggi, quasi che le parole della voce narrante
fossero date in prestito ai personaggi stessi.
I nostri consigli
In base a quanto detto, e viste le grandi potenzialità che vediamo in questa opera, ci
sentiamo di consigliare all'autore una revisione completa del testo con particolare
attenzione a questi punti:
effettuare una analisi completa dei conflit che muovono i personaggi. Cosa sta
per cambiare nella loro vita? Che traguardo (piccolo o grande) devono
raggiungere? In che modo i conflit dei vari personaggi interagiscono?
Laddove il conflitto non sia chiaro è indispensabile trovarne uno più riconoscibile
per il lettore.
valutare un cambio di titolo oppure l'inserimento di Paride Passacantando in tutti
i capitolo o quasi, anche solo con una breve comparsata (noi consigliamo questa
seconda opzione).
verificare attentamente i riferimenti temporali all’interno della storia. Se è
intenzione dell’autore mantenere la storia atemporale, sarà necessario eliminare
i riferimenti riconoscibili come quelli all’euro. Altrimenti è indispensabile dare
coerenza a ciò che può evidenziare una collocazione temporale della storia.
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Rivedere i dialoghi nell’ottica di sfruttarli al meglio nella caratterizzazione dei
personaggi.
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