lunedì 1 gennaio 2024

Paride Passacantando - analisi diAssociazione Culturale Extravergine d’autore – www.extraverginedautore.it – info@extraverginedautore.it

 SCHEDA DELL'OPERA

Titolo: Paride Passacantando

Autore: Sergio Bertoni

Valutazione sintetica

"Paride Passacantando" è un testo che si può definire corale, dove il protagonista non è un

singolo personaggio ma il contesto dove gli attori si muovono e vivono le loro vicissitudini.

Caratterizzato da una scrittura matura e consapevole e da uno stile riconoscibile, il romanzo

richiama a tratti la commedia dell’arte, di cui i protagonisti potrebbero benissimo essere

moderne maschere, ed è pervaso da una comicità popolare ma elegante, come è nella

tradizione classica della risata italiana.

Nel complesso si tratta di un’opera gradevole, leggera, che si legge agilmente e strappa più

di un sorriso.

Ma è al contempo un testo migliorabile, che mostra il fianco su più fronti. Uno su tutti la

sua struttura generale, che risulta spesso disomogenea: non c’è equilibrio nello spazio dato

ai vari personaggi, o alle varie vicende, che a volte paiono dimenticate o incompiute.

Un lavoro quindi molto interessante, ma che necessiterebbe di un'analisi e di una riscrittura

per migliorarne la fluidità e correggerne alcune indecisioni.

Trama

Come già detto, non si tratta di un romanzo in cui è possibile identificare una trama nel

senso classico del termine, essendo il racconto delle vicende, a volte al limite del grottesco,

di più personaggi, tutti dipendenti della filiale napoletana di una grande azienda.

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Per struttura, quindi, il libro si avvicina di più a una raccolta di racconti, tutti accomunati da

una stessa ambientazione e da personaggi ricorrenti.

Anche questa definizione però va stretta all'opera, in quanto l'autore cerca a più riprese di

costruire un fil rouge tra le varie vicende narrate, sfruttando il sotto testo comune.

Un intento che rende il libro indubbiamente più interessante e più coinvolgente: l'autore in

questo modo riesce a tratteggiare un quadro completo della vita aziendale e dei suoi

surrealismi, trascinando il lettore fino all'ultima pagina con una misurata dose di curiosità.

Ma allo stesso tempo è la parte più critica dell'opera, un risultato ancora incompleto,

perché se alcune vicende o tematiche sono ben equilibrate nello sviluppo del testo, come

ad esempio l'ascesa di Mezzarecchia e la sua storia con Alfonsina, o ancora Gramaglia e le

sue cravatte, oppure la tirchieria di Casellario che sfocia in generosità, altre appaiono come

abbozzate, e troppo spesso non è chiaro cosa regge il filo rosso tra le storie.

Ne sono un esempio i capitoli con protagonista l'ingegner De Bustis, come "Nicola de Bustis

di Torpignattaro", "Il dottor Rotter" e "Avellino":

 Il primo serve a presentarlo e ci lascia immaginare che qualcosa gli accadrà proprio

perché raccomandato.

 Nel secondo viene un po' messo alla berlina, ma è davvero un capitolo inconcludente se

paragonato agli altri, perché racconta poco più di un aneddoto (l'avvento del dottor

Rotter viene sì ripreso più avanti, ma ciò che accade in questo capitolo è ininfluente)

 Nel terzo sembra (finalmente) che il De Bustis stia finendo nei guai a causa del suo

essere raccomandato. Ma il destino della promessa al sindacalista è lasciato alla fantasia

del lettore.

Ciò che resta quindi è la sensazione di un personaggio senza conflitto ben delineato e

quindi senza una vera storia da raccontarci.

Un altro capitolo poco organico è "L'ira di donna Concetta". Sebbene qui la vicenda narrata

sia in sé chiara e completa, poco comprensibile è il motivo per cui viene raccontata, se non

quello di liquidare un personaggio poco simpatico come Formenton. A mancare è sempre

lo sviluppo di un conflitto: Formenton mostra pulsioni sessuali improvvise, non "coltivate"

durante le altre parti del libro, che fanno apparire forzata questa fine delle sue vicende.

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Ambiente e personaggi

Questi sono indubbiamente due punti di forza del romanzo.

L'ambiente aziendale, sebbene tinteggiato grottescamente, resta credibile in tutte le sue

sfumature. Apprezzabile poi lo scenografia napoletana, tratteggiata con evidente affetto.

Stesso dicasi dei personaggi, che pur essendo maschere (e i loro nomi spesso sottolineano

questa loro natura) mantengono caratteristiche uniche che li contraddistinguono.

Se c'è una carenza anche qui è nell'equilibrio in cui i vari personaggi sono utilizzati.

Mezzarecchia, ad esempio, compare solo al sesto capitolo, per poi diventare uno dei

personaggi più presenti (quasi un protagonista).

Al contrario Paride Passacantando, dopo il primo bellissimo capitolo di presentazione,

sparisce quasi nel nulla.

Un problema che potrebbe essere veniale, se non fosse così evidente proprio sul

personaggio che dà il titolo all'opera. Con questa decisione, infatti, l'autore lascia intendere

al lettore che Paride sarà un personaggio centrale, o quanto meno una presenza costante

nella narrazione. Poi però non mantiene questa promessa, sottolineando

involontariamente la disomogeneità nella distribuzione dei personaggi.

Tempo

Una nota a parte è doveroso farla sul tempo della narrazione.

Volutamente l’autore offre al lettore pochi punti di riferimento temporali, dando

l’impressione di voler inserire la sua la storia in una realtà extratemporale, come a

sottolineare che certe dinamiche aziendali valgono ora come in passato, e lo stesso sarà in

futuro.

Quelle poche indicazioni presenti, però, risultano talvolta equivocabili. Le carriere dei

personaggi, come ad esempio Mezzarecchia, sembrano collocate nella seconda metà del

‘900, e anche le strumentazioni di lavoro appaiono a volte quelle dell’epoca (raramente si

citano i computer, e a volte si “batte a macchina”, i cellulari sono da poco arrivati in

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azienda). Quando poi si fa riferimento al denaro vengono nominati gli “euro” ricollocando

la storia negli anni 2000.

Certo, non sono che sottigliezze, piccole incertezze più che contraddizioni, ma sufficienti a

incrinare la atemporalità, restituendo al lettore un senso di confusione e poca cura dei

dettagli.

Forma

Nulla possiamo dire sull’uso della lingua, l'autore ha una scrittura matura, uno stile

riconoscibile, e una voce narrativa ben chiara.

Ciò che da questo punto di vista ci ha convinto di meno sono probabilmente i dialoghi:

talvolta, infatti, paiono troppo costruiti, scevri di naturalezza e spontaneità e incapaci di

rimandare il carattere e l’emotività dei personaggi, quasi che le parole della voce narrante

fossero date in prestito ai personaggi stessi.

I nostri consigli

In base a quanto detto, e viste le grandi potenzialità che vediamo in questa opera, ci

sentiamo di consigliare all'autore una revisione completa del testo con particolare

attenzione a questi punti:

 effettuare una analisi completa dei conflit che muovono i personaggi. Cosa sta

per cambiare nella loro vita? Che traguardo (piccolo o grande) devono

raggiungere? In che modo i conflit dei vari personaggi interagiscono?

Laddove il conflitto non sia chiaro è indispensabile trovarne uno più riconoscibile

per il lettore.

 valutare un cambio di titolo oppure l'inserimento di Paride Passacantando in tutti

i capitolo o quasi, anche solo con una breve comparsata (noi consigliamo questa

seconda opzione).

 verificare attentamente i riferimenti temporali all’interno della storia. Se è

intenzione dell’autore mantenere la storia atemporale, sarà necessario eliminare

i riferimenti riconoscibili come quelli all’euro. Altrimenti è indispensabile dare

coerenza a ciò che può evidenziare una collocazione temporale della storia.

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 Rivedere i dialoghi nell’ottica di sfruttarli al meglio nella caratterizzazione dei

personaggi.

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