martedì 10 luglio 2018

L'Europa e i migranti

Siamo un "popolo di rincoglioniti" come afferma Di Battista? Forse sì, ma siamo anche, come affermo io, "un popolo di ignoranti".
Basta osservare alcune delle risposte che gli studenti delle scuole superiori hanno esposto nei loro temi e nei loro colloqui durante gli esami di maturità.
Affermare che Gabriele D'Annunzio sia stato un estetista, o che il Comunismo sia l'attività svolta dai Comuni, ci dimostra quale e quanta cultura sia stata impartita alle nuove generazioni durante gli anni scolastici! Non è migliore la situazione della maggioranza del popolo minuto che, quando viene intervistato, fornisce le più stupefacenti e aberranti risposte ai pur semplici quesiti che vengono loro proposti. A ciò si aggiunga la diffusa percezione, ampiamente strombazzata dalle televisioni e dai giornali, che la nostra intera classe politica sia stata quasi sempre composta da persone corrotte e da pregiudicati. Non passa oltretutto giorno in cui non si abbia notizia di altrettante gravi mancanze tra i dipendenti degli uffici pubblici, tra gli industriali, tra tutti coloro che in un modo o nell'altro gestiscono una briciola di potere. In pratica saremmo una tra le più corrotte e inaffidabili democrazie dell'intera Europa.
Questo forse è vero, ma solo in parte. Innumerevoli sono le persone, sia nel pubblico che nel privato, che svolgono con dedizione e con onestà il loro lavoro. Purtroppo queste non fanno notizia, e tra l'altro, anche tra loro il livello culturale si è enormemente abbassato rispetto a quello di 50 o di 70 anni addietro. Questo è il motivo, o almeno uno dei principali motivi, per cui il cosiddetto "populismo" ha portato oggi ai massimi livelli governativi una serie di persone che sono state elette sia per questa generale (e non esatta) convinzione che fosse necessario mandare al macero i partiti che negli ultimi anni ci hanno governato, sia per il continuo e sempre più numeroso ingresso nel nostro paese di emigranti che, un'altra ben organizzata campagna, ci ha fatto ritenere tutti dei feroci invasori, delinquenti, terroristi, e malavitosi. È proprio così? Siamo davvero in questa situazione? In parte, ma solo in piccolissima parte, alcuni elementi corrispondono purtroppo a verità.
Il vero problema è che, in realtà, noi abbiamo bisogno di una classe politica onesta, questo è vero, ma soprattutto competente e di elevato livello culturale. A ciò si aggiunga che facciamo parte di una Unione Europea, che era stata creata con lo scopo di affratellare ed aiutare i popoli, e che invece si è dimostrata succube degli interessi economici dei banchieri, delle esigenze mercantili delle multinazionali, e degli egoismi nazionalistici di diversi Stati membri. Un'Europa che ha costretto un piccolo antico e glorioso Stato membro: la Grecia, a svendere al miglior offerente i propri preziosi gioielli di famiglia, riducendone la popolazione alla miseria e alla fame. È vero: i governanti greci avevano fatto parecchi imbrogli, nessuno lo nega, tuttavia sarebbe bastato annullare e non tener conto del debito maturato da quella nazione (del resto, ben poca cosa rispetto a quello italiano), così come, in altri tempi con ben altro spirito di civiltà, è stato fatto per altri popoli.
L'Europa, così come si è dimostrata matrigna, crudele, e indifferente verso il popolo greco, così sta facendo e ha fatto nei confronti dell'Italia sul problema "emigrazione".
Certo, è molto comodo per i paesi del Nord evitare di accogliere i profughi e lasciare che si accumulino nel nostro paese. Ma questa non è solidarietà e, soprattutto, non è l'unione europea che sognavano i nostri padri fondatori.
Qual è la conseguenza di tali politiche? Appare ovvio che un paese parzialmente disastrato ed economicamente debole, come il nostro, non è assolutamente in grado di accogliere, dare lavoro e integrare milioni di emigranti tra i quali, purtroppo, non possono mancare, sia pure in minima parte, malviventi e terroristi.
Altrettanto ovvio è il fatto che, non trovando lavoro, anche perchè già manca a milioni di italiani, migliaia di immigranti cadano tra le grinfie dei vari clan malavitosi, dei quali il nostro paese non è certo povero, e quindi siano quasi inevitabilmente costretti a dedicarsi a furti, rapine, e allo spaccio delle sostanze stupefacenti. Dato poi, che non ci facciamo mancare nulla, siamo più che sufficientemente provvisti di altre numerose forme di delinquenti nostrani che costringono le parti più deboli e bisognose di tanta povera gente straniera a lavorare in nero, talmente sottopagate da essere in pratica ridotte ad uno stato di miserabile schiavitù.

Nessun commento:

Posta un commento