Scrivere un romanzo, sia pure di fantasia, ambientato in un
determinato periodo storico, richiede un accurato e attento studio delle
località e dei personaggi interessati, per evitare che al lettore siano fornite
notizie false o contraddittorie.
Poiché il personaggio principale era il grande scienziato
Archimede, della cui vita non si sa quasi nulla, e che quindi ho dovuto
reinventare, è stato necessario approfondire la conoscenza di due importanti
città: Siracusa e Alessandria d’Egitto.
Ignoravo
che, nei secoli precedenti la nascita di Cristo, Siracusa fosse una delle più
importanti, se non la più importante città della Trinacria. Fondata verso la
metà dell’ottavo secolo a.C. da un gruppo di guerrieri provenienti da Corinto,
era diventata nel tempo una delle più ricche e potenti città, tale da destare
una certa preoccupazione da parte di Atene che cercò di conquistarla inviando
una delle più potenti flotte dell’epoca. Tuttavia, grazie anche all’alleanza
tra Siracusa e Sparta, le armate ateniesi furono distrutte e i superstiti
tratti in schiavitù. Siracusa, durante il regno di Gerone e al tempo di
Archimede, era dotata di una possente cinta muraria che trovava la sua massima
espressione del castello Eurialo, una potentissima e bene armata fortezza,
praticamente inespugnabile. Il porto era uno dei più grandi dell’epoca e solo
quello di Alessandria d’Egitto poteva starne alla pari. Fu nei cantieri di quel
porto che venne costruita la più grande e potente nave mercantile, e da guerra,
che fosse mai stata realizzata fino ad allora. Anche questa nave, che prese il
nome di Syracusia, fu realizzata e varata grazie all’ingegno di Archimede.
La nave Syracusia, è stata descritta con particolare cura da Moschione, uno storico contemporaneo di Archimede: era in grado di sopportare un carico di merci del peso di 1.000 tonnellate. La sua balista poteva scagliare dardi della lunghezza di 6 metri o massi del peso di 90 chilogrammi. Il Re d’Egitto, Tolomeo, che la ebbe in dono, la ribattezzò Alessandria.
La nave Syracusia, è stata descritta con particolare cura da Moschione, uno storico contemporaneo di Archimede: era in grado di sopportare un carico di merci del peso di 1.000 tonnellate. La sua balista poteva scagliare dardi della lunghezza di 6 metri o massi del peso di 90 chilogrammi. Il Re d’Egitto, Tolomeo, che la ebbe in dono, la ribattezzò Alessandria.
Nessun commento:
Posta un commento