giovedì 25 ottobre 2018

Considerazioni su "La bicicletta nera"

Credo che il libro “La bicicletta nera” sia già stato stampato, e in questo caso c’è ben poco da fare. Probabilmente temo che non vi sia stato alcun lavoro di editing, e, qualora vi fosse stato, probabilmente è stato superficiale e poco approfondito. Innanzitutto il titolo stesso non ha alcun significato in quanto la bicicletta nera compare solo marginalmente nel prologo, e non ha alcuna attinenza con tutto il resto del romanzo.
Il prologo è scritto male ed è privo di senso. Già la partenza è sbagliata, la frase: (“era fortunata” meditò Emma Loreti) non ha alcun significato. Se, come è scritto, si tratta di un pensiero della protagonista, la frase dovrebbe essere “sono stata fortunata” meditò Emma Loreti.
In seguito si parla della protagonista che gira per i paesi per vendere della mercanzia, ben fornita di lascia-passare rilasciati dal comando tedesco, da quello partigiano, e da quello fascista. Documenti falsi, e del resto assolutamente inutili, oltre che pericolosissimi, considerato che, come viene prima detto, la guerra è ormai finita da un anno e l’Italia, già precedentemente sottoposta alla giurisdizione degli anglo-americani e del comitato di liberazione nazionale, è ora diventata, o sta per divenire, una Repubblica (la guerra in Italia è terminata nel 1945 e ora siamo nel 1946).
Altra frase senza senso è quella precedente in cui si dice: “il dominio nazista, che si era avvalso del collaborazionismo dei cosacchi contro la Resistenza, nel tentativo di facilitare la liberazione da parte degli alleati”! Cioè i nazisti avrebbero facilitato le truppe anglo-americane?
Altro grave errore di carattere temporale è quello in cui Emma racconta che i suoi genitori ed i suoi parenti sono stati trucidati dai tedeschi e che lei, unica superstite, è fuggita dal centro Italia recandosi a Milano. Poiché si tratta di un evento avvenuto prima dell’armistizio di Cassibile e del suo incontro con il capitano Umberto, la cosa non è possibile. I suoi parenti possono essere deceduti in seguito ad un bombardamento, ma certo non per colpa dei militari tedeschi che, in quel momento, erano ancora alleati degli italiani e non avevano alcun motivo di perpetuare delle stragi.
Diversi altri refusi di carattere ortografico sono presenti nel testo, oltre agli errori grammaticali presenti nella pagina da me citata. pg.247
Era fortunata che donna Lucia le avesse messo a disposizione il suo medico […]
Quando Umberto fosse tornato dal fronte…
Se non si dovesse tener conto di queste considerazioni di carattere sia storico che grammaticale il libro perderebbe molto della sua credibilità.


Nessun commento:

Posta un commento