Mercoledì 11 ottobre 2018,
Raffaella mi ha svegliato alle 6:40 invece che alle 6:30, quindi devo fare
tutto di corsa per essere all'appuntamento con Tullio alle sette e un quarto..
Fortunatamente mi ero già preparato
i vestiti, la cartella con i documenti e i soldi, oltre alla tessera sanitaria.
Scendo con cinque minuti di ritardo partiamo. Tullio va molto veloce, spesso
supera i 100 km/h anche se non dovrebbe superare gli 80, e, in alcuni tratti i
50. Arrivati all'ospedale Pineta Grande ci sono molte persone che aspettano per
essere operate. Tullio mi accompagna al terzo piano dove devo restare in attesa,
più tardi un infermiere mi misura la pressione e mi mette dei calzari, una
cuffia, e una specie di vestaglia usa e getta, sterile. Attendo ancora in una
saletta dove ci sono altre persone in attesa di essere operate. Dopo
qualche ora di turno mi fanno coricare su una barella e mi inseriscono un ago
cannula nel braccio destro. Poi vengo portato sul lettino operatorio, mi vengono
messe nell'occhio diverse gocce e un qualcosa che lo tiene aperto, poi mi si appoggia
una specie di piccola tovaglietta, con un'apertura per l’operazione, sull'occhio e
l’intervento inizia. L’operazione, piuttosto difficile, dura abbastanza lungo. Non
sento dolore, ma un certo se senso di fastidio si. Dopo l’intervento vengono
nuovamente accompagnato nella stanza precedente dove ci sono alcune persone già
operate ancora in attesa. Più tardi un’infermiera, una certa Antonella, mi
sposta in una stanza dove resto solo, e gentilmente mi porta una bottiglietta d’acqua e due
vassoietti con del cibo e delle posate in plastica. Ingoio una delle due pillole
che mi hanno dato e che dovrò prendere durante il giorno e inizio a mangiare.
Il primo è pasta e fagioli, molto buoni, il secondo uno spezzatino di carne con
purè. Il tempo passa mi appoggio sopra uno dei due lettini
della stanza e probabilmente prendo sonno per una decina di minuti. Poi entra un
infermiere che porta via i vassoi di cibo vuoti. Più tardi ci sentiamo per
telefono con Tullio e ci incontriamo al piano terra, e prendiamo un caffè. Poi mi lascia in attesa con Antonio Serra mentre lui va a prendere la macchina.
Torniamo a Napoli ad una velocità più tranquilla e mi lascia sotto casa.
Ritorno sopra e mentre Raffaella se ne va dal fratello, mi sdraio sul letto e
mi addormento. Mi sveglia lo squillo del telefono, è mio nipote Sergio che mi
sta chiamando per avere informazioni lo rassicuro e ci salutiamo. Ho un leggero
indolenzimento sinistro tuttavia è un elemento completamente sopportati. Vedere
con un occhio solo con l’altro fasciato è una cosa abbastanza difficile. Domani
mattina dovrò andare allo studio Tullio per togliere la fasciatura e vedere un
po’ come vanno le cose. ho preso la seconda pillola e adesso non mi resta che
aspettare il ritorno di Raffaella mangiare qualcosa, e cercare di riposare.
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