martedì 12 marzo 2019

Cataratta


Mercoledì 11 ottobre 2018, Raffaella mi ha svegliato alle 6:40 invece che alle 6:30, quindi devo fare tutto di corsa per essere all'appuntamento con Tullio alle sette e un quarto..
Fortunatamente mi ero già preparato i vestiti, la cartella con i documenti e i soldi, oltre alla tessera sanitaria. Scendo con cinque minuti di ritardo partiamo. Tullio va molto veloce, spesso supera i 100 km/h anche se non dovrebbe superare gli 80, e, in alcuni tratti i 50. Arrivati all'ospedale Pineta Grande ci sono molte persone che aspettano per essere operate. Tullio mi accompagna al terzo piano dove devo restare in attesa, più tardi un infermiere mi misura la pressione e mi mette dei calzari, una cuffia, e una specie di vestaglia usa e getta, sterile. Attendo ancora in una saletta dove ci sono altre persone in attesa di essere operate.  Dopo qualche ora di turno mi fanno coricare su una barella e mi inseriscono un ago cannula nel braccio destro. Poi vengo portato sul lettino operatorio, mi vengono messe nell'occhio diverse gocce e un qualcosa che lo tiene aperto, poi mi si appoggia una specie di piccola tovaglietta, con un'apertura per l’operazione, sull'occhio e l’intervento inizia. L’operazione, piuttosto difficile, dura abbastanza lungo. Non sento dolore, ma un certo se senso di fastidio si. Dopo l’intervento vengono nuovamente accompagnato nella stanza precedente dove ci sono alcune persone già operate ancora in attesa. Più tardi un’infermiera, una certa Antonella, mi sposta in una stanza dove resto solo, e gentilmente mi porta una bottiglietta d’acqua e due vassoietti con del cibo e delle posate in plastica. Ingoio una delle due pillole che mi hanno dato e che dovrò prendere durante il giorno e inizio a mangiare. Il primo è pasta e fagioli, molto buoni, il secondo uno spezzatino di carne con purè. Il tempo passa mi appoggio  sopra uno dei due lettini della stanza e probabilmente prendo sonno per una decina di minuti. Poi entra un infermiere che porta via i vassoi di cibo vuoti. Più tardi ci sentiamo per telefono con Tullio e ci incontriamo al piano terra, e prendiamo un caffè.  Poi mi lascia in attesa con Antonio Serra mentre lui va a prendere la macchina. Torniamo a Napoli ad una velocità più tranquilla e mi lascia sotto casa. Ritorno sopra e mentre Raffaella se ne va dal fratello, mi sdraio sul letto e mi addormento. Mi sveglia lo squillo del telefono, è mio nipote Sergio che mi sta chiamando per avere informazioni lo rassicuro e ci salutiamo. Ho un leggero indolenzimento sinistro tuttavia è un elemento completamente sopportati. Vedere con un occhio solo con l’altro fasciato è una cosa abbastanza difficile. Domani mattina dovrò andare allo studio Tullio per togliere la fasciatura e vedere un po’ come vanno le cose. ho preso la seconda pillola e adesso non mi resta che aspettare il ritorno di Raffaella mangiare qualcosa, e cercare di riposare.

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