domenica 20 ottobre 2019

Il fante affardellato

Polveroso od infangato,
stanco morto o riposato,
sotto il sole o lo stellato
marcia il fante affardellato,
perché piova o faccia bello
da filosofo qual è
egli porta nel fardello
pur le pezze per i piè.
Che bagaglio tintinnante,
quando marcia, ha indosso il fante!
quante musiche moderne fanno
maschera e giberne!
che concerto dolce e gaio fan
la tazza ed il cucchiaio
chiusi dentro alla diletta
utilissima gavetta!
Un armadio gonfio e grosso
porta il fante sempre indosso:
quel mobilio un po' pesante
fa sudar talvolta il fante;
con le spalle un suo colpetto
il buon fante allor gli dà,
e lo zaino sull'elmetto
tintinnando a batter va.
Come fa la chioccioletta che
cammina senza fretta,
porta il fante senza pena la
sua casa sulla schiena,
casa fatta d'un sol telo
per rugiada neve o gelo,
fatta a cono, fatta a gonna,
coi paletti per colonna.
Con le cose le più strane
gonfia il fante il tascapane:
stringhe, sigari, pagnotte,
pettinini, calze rotte,
munizioni, scatolette,
bombe a man, pezze, gallette,
carta e buste color rosa con
cui scrive all'amorosa.
Senza chieder dove vada,
batte il fante la sua strada:
batte il fante lo stradone
con la pioggia e il polverone,
ché la santa fanteria marcia
sempre in pedovia,
marcia al caldo, marcia al fresco
sul caval di San Francesco.




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