venerdì 25 ottobre 2019

Il vecchio Maniero

                   Il Maniero       

          Nel Manier di Montalesti
          mezzanotte è già scoccata
          e i fantasmi si son desti
          nella rocca abbandonata.

          Il rumor delle catene
          fa tremare le vetrate
          e una fiamma s’intrattiene
          sulle mura insanguinate

          Nelle sordide segrete
          suonan grida di anatema
          ed un’eco le ripete
          sulla torre saracena

          Nel salone del palazzo
          corre ignuda Lanfrancesca
          immolata dal re pazzo
          che l’appese alla bertesca
          nella gabbia di sei grate
          senza bere né mangiare
          finché il sole dell’estate
          non la fece disseccare.

          Del fossato nella guazza
          ghigna il conte di Valmocchi
          che portaron sulla piazza
          con le braci dentro gli occhi.
          In presenza dei suoi figli
          della pelle fu scuoiato
          e l’appesero sui tigli
          contro un cielo immacolato.

          Il lamento di Aracante
          s’ode ancor per le cucine
          già che osò di farsi amante
          di regali concubine
          Gli mozzarono le mani
          e, col corpo dilaniato,
         fu gettato in pasto ai cani
         e da questi divorato.

          Sulla cinta delle mura
          Veglia il vecchio alabardiere
          Mai conobbe la paura
          in cinquanta primavere.
          Fu compagno di battaglia
          di sei nobili signori,
          per giaciglio ebbe la paglia,
          furon l’armi i suoi tesori.
         
          Della peste la iattura
          Sterminò tutti nel letto.
          Lui restò nell’armatura
          sopra il mastio maledetto.
          Mai sconfitto nel duello
          combatté pure la sorte:
          spezzò l’ultimo quadrello
          sulla falce della Morte.

          Nelle notti di tregenda
          della pugna il gran frastuono
          vuol del luogo la leggenda
          che si mescoli col tuono.
          Quando il sole del mattino
          striscerà sulle vetrate
          dormirà anche il paladino
          con l’altr’anime dannate.

         Giuliano Bertoni





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