giovedì 31 dicembre 2020

A Claudia Alivernini con affetto e riconoscenza

 Ricordo, perchè li ho vissuti, i frettolosi risvegli notturni sotto il suono lugubre delle sirene, il rombo dei bombardieri, le fiamme in cielo dei razzi illuminanti che scendevano lenti appesi a dei paracadute, le fiamme in terra delle case che bruciavano. Il terrore delle persone in fuga, i cadaveri tra le macerie e... molto altro. Sì, andava male, erano altri tempi c'era la guerra e andava malissimo ma c'era anche la speranza, un desiderio di fratellanza e di mutuo soccorso, un sentirsi uniti da terribili eventi, ma oggi?... Oggi che stiamo per abbandonare un anno a sua volta terribile, e che mai come ora dovremmo sentirci solidali e affratellati mi cadono letteralmente le braccia e provo nausea, disgusto e schifo. No, non per le conseguenze del Covid19, non per l'insipienza dei governanti, non per le difficoltà che giornalmente dobbiamo affrontare, ma per la consapevolezza che siamo assediati da migliaia di esseri disgustosi e ignobili che odiano e offendono per il solo gusto di odiare e offendere, gente dalla mente putrida e bacata che è arrivata al punto di insultare e augurare la morte a quella dolce e timida infermiera alla quale l'ospedale Spallanzani ha chiesto di dare l'esempio e di essere tra le prime a vaccinarsi. Una fanciulla che sta trascorrendo i suoi giovani anni soccorrendo i malati gravi e rischiando la vita. Una che ha dovuto chiudere il suo profilo social per le minacce e gli insulti ricevuti per il solo fatto di essersi vaccinata, ed io, mai come oggi, mi vergogno mi essere italiano e di vivere in un paese nel quale, tramite internet, è riuscita a germinare e a diffondersi una feccia così fetida e immonda di odiatori e di striscianti esseri che sputano veleno e contaminano l'aria ancor peggio del peggior virus.

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