C’è sempre un motivo, quasi un peccato originale, alla base del comportamento degli uomini, anzi più di uno: l’egoismo, l’avidità, la crudeltà, l’indifferenza. Ma la causa principale è sempre la stessa: l’ignoranza.
Consciamente o meno, questo si è sempre saputo ed è il motivo per cui sia in passato come anche nel presente i potenti hanno sempre cercato di mantenere il popolo nell’ignoranza: è il modo più semplice per dominarli. Chi ignora, non sa, non reagisce, non conosce i propri diritti, non sa fare valere le proprie ragioni.
E tuttavia per molti secoli c’è stata una categoria che spesso era rispettata: quella dei vecchi. Perché? Perché questi in qualche misura avevano la conoscenza. Conoscenza derivante dall'aver visto, provato, sentito, compreso, sofferto sulla propria pelle molte cose. Erano quelli ai quali ci si poteva rivolgere per un consiglio, per la soluzione di un problema, per affrontare con maggiore competenza le traversie della vita. Però erano pochi, raramente la durata della vita superava i cinquanta o i sessanta anni.
Oggi le cose sono cambiate, la vita si è allungata e i vecchi sono molti, anzi moltissimi, e la diffusione dell’istruzione ha migliorato la conoscenza e diminuito l’importanza dei vecchi che, spesso, rappresentano solo un fastidio. La pandemia ha cercato di porvi rimedio ed ha spazzato via alcune centinaia di migliaia di anziani, ma ne restano ancora molti, e spesso sono quelli che con il loro aiuto sono riusciti a mantenere in vita figli e nipoti che avevano perso il lavoro o che avevano dovuto chiudere la loro attività.
Ma questi vecchi hanno anche un’altra caratteristica, conseguente all'allungarsi della loro vita, sono nonni. Essere nonni significa essere padri due volte, e potere approfittare dell’esperienza di essere stati padri per poterlo essere, con ancora maggiore affetto e competenza, verso i propri nipoti. Nipoti spesso amati e coccolati ancor più dei propri figli.
Ma i nipoti, questi giovani irrequieti e distratti, perennemente attaccati al loro cellulare e, anche troppo spesso, attaccati al collo di una bottiglia, se ne rendono conto e, a loro volta, amano e rispettano i nonni? Talvolta si, ma questo avviene sempre più raramente. I nonni diventano un fastidio o una specie di bancomat dal quale, fin quando è possibile, poter mungere un poco di denaro per sperperarlo in futili piaceri.
I nonni, sempre più anziani e sempre più abbandonati, spesso terminano i loro ultimi giorni nella solitudine e nella tristezza degli ospizi. Solo quando, a loro volta, questi ragazzi diverranno vecchi, potranno comprendere, con un ormai inutile e sterile rimpianto, quanto amore abbiano avuto e quanto poco ne abbiano dato. Quante visite non fatte, quante telefonate mancate, quanta indifferenza abbiano dimostrato verso coloro dai quali, spesso, sono stati amati ancor più dei propri stessi figli.
.. complimenti è un un articolo bello e importante, sono arrivato quì per caso passando dalla pagina FB ... mi piace quella pagina e ovviamente dopo questa lettura aggiungo questo blog nei miei preferiti - il tempo? solo la letteratura è capace di fermarlo dandoci la possibilità di navigarlo offrendoci gli strumenti per vivere bene il presente e i futuro: senza i nonni, nei tre livelli generazionali che ci accompagnano nell'esistenza, il domani farebbe più paura - GRAZIE !!!
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