La notte dell’orrore
Era
una notte al di fuori del tempo, era una notte al di fuori della realtà, era
una notte di fantasmi e di mostri, cadaveri scheletrici uscivano dalle loro
tombe con un sinistro scricchiolio di ossa. I lupi ululavano, mentre i cani
guaivano nascondendosi sotto i letti. Strani esseri volanti, simili a
pipistrelli dalla forma umana, solcavano i cieli bui e a tratti si riunivano
per disperdersi subito dopo, emettendo grida acute e stridenti. Era la notte di
Halloween! La notte dell'orrore!
Una nera imbarcazione dalle vele sbrindellate,
solcava funerea le onde di un mare cupo come la pece. Il carico della goletta
era ormai costituito solo dai marinai morti e da enormi ratti grigi che divoravano
gli ultimi brandelli di carne dei cadaveri mentre s'inserivano all'interno dei teschi
per raschiare gli ultimi rimasugli di putrefazione. L’orrendo pasto faceva
muovere e strisciare i crani sul ponte come se fossero ancora animati da una
lugubre vita.
"l'olandese
volante", il fu capitano Vanderdecker, ritto nella cabina di prua
della sua nave, con le dita scheletriche ben serrate al timone, sembrava contemplare
il mare mentre gli ultimi liquami della sua carne putrefatta gocciolavano lenti
sulle assi del pavimento. Dalle sue fauci scheletriche uscivano roche e
cavernose, sibilando tra i denti spezzati, le note di una canzone che
ormai cantava da trecento anni.
BALLATA
Sulla tolda, sotto il sole,
dodici
uomini putrefatti
trasudando
colaticcio
borbottano
senza parole.
Dal
pennone principale
pende
il cadavere dell'impiccato
le
sue orbite son cieche e vuote:
I
gabbiani han pasteggiato.
Dalla
stiva il carico sale
sciama
lento sopra il ponte ...
Ossa
nude, carcasse spolpate.
I
teschi ghignano come matti
camminando
su zampe di ratti.
Alla
ruota del timone,
cui
l'han legato con le budella,
il
timoniere senza testa
porta
la nave dove gli pare
mentre
lo guida la stella polare.
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